Prevenzione

Prevenzione cancro al seno

Il cancro al seno colpisce 1 donna su 10. E' il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Ha un'influenza più elevata sui soggetti che superano i 50 anni e si manifesta più raramente nelle donne under 30, sebbene negli ultimi anni si sia registrata una diminuzione dell'età in cui la malattia si presenta.

La sua incidenza purtroppo è in costante crescita, tanto che si prevedono 47.000 nuovi casi. Vincere la malattia è però possibile nella grande maggioranza dei casi, grazie sopratutto alla prevenzione e all'anticipazione diagnostica. La sfida è proprio quella di sensibilizzare le donne sull'importanza della prevenzione come primo passo per sconfiggere la malattia, convinte che solo attraverso la PREVENZIONE si possa guardare negli occhi quel "mostro" che fa paura a tutte, ma che se si impara a utilizzare le giuste armi, lo si può anche battere.

Come per altri tumori, anche per il tumore al seno è possibile attuare il programma di prevenzione mirata composto da vari elementi:

  1. Favorire un corretto metabolismo degli estrogeni - il diverso risultato metabolico dipende da un delicato equilibrio enzimatico individuale, ma può essere modificato da interventi semplici come quelli alimentari. Le verdure come cavoli, cavoletti e broccoli contengono sostanze capaci di modificare l'attività di specifici citocromi (enzzimi del fegato preposti a metabolizzare tossine, farmaci e sostanze endogene) e di favorire la formazione di composti protettivi. E' importante quindi assumere tutti i giorni verdure possibilmente 2 volte al giorno.
  2. Evitare la carenza di progesterone - In molte donne, già subito dopo i 30 anni, la produzione di progesterone cala considerevolmente. Una delle funzioni del progesterone è quella di proteggere le cellule mammarie dalla stimolazione estrogenica proteggendole quindi dal rischio tumorale. Valutare eventuali carenze di progesterone e integrarle con progesterone bioidentico (non progestinici sintetici, ma progesterone con formula analoga a quella del progesterone endogeno) è importante per garantire una corretta omeostasi del tessuto mammario.
  3. Determinare pe predisposizioni genetiche: - In casi di predisposizione familiare appare sensato conoscere la presenza o meno di tali mutazioni. Questo oggi sa fa con semplici esami del sangue o con un prelievo indolore di cellule della mucosa orale.
  4. Fare esercizio fisico regolarmente: Esercizio fisico regolare ad intensità corretta è stato messo in relazione ad una riduzione del rischio relativo del tumore al seno. Inoltre l'esercizio fisico aiuta a ridurre il graso corporeo.
  5. Ridurre e selezionare i grassi: Un'alimentazione protettiva dovrebbe limitare i grassi saturi animali, le carni rosse, latte e latticini, prodotti confezionati contenenti grassi idrogenati e favorire invece il pesce, le verdure, le noci e i semi naturali. Arrichire l'alimentazione con anti-ossidanti e fibre.

Conclusioni: Se con le procedure di diagnosi precoce ci si illude di fare la prevenzione e ci si affida in toto ad una tecnologia attribuendole capacità che essa non ha, nella prevenzione si parte sempre dallo stile di vita e da elementi basilari come la nutrizione.

I SINTOMI

In genere i sintomi iniziali del tumore al seno non provocano dolore. Uno studio effettuato su quasi mille donne con dolore al seno ha dimostrato che solo 0.4% di esse aveva una lesione maligna, mentre nel 12,3% erano presenti lesioni benigne, come le cisti e nel resto dei casi non vi era alcuna lesione. Il dolore era provocato solo dalle naturali variazioni degli ormoni durante il ciclo. Da cercare, invece, sono gli eventuali noduli palpabili o addirittura visibili. E' per questo che l'autopalpazione rappresenta un momento fondamentale nonchè il primo metodo preventivo in grado di far scattare il campanello d'allarme. Oltre ai noduli, è importante segnalare al medico anche alterazioni del capezzolo, in fuori o in dentro, perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale), cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d'arancia localizzato) o della forma del seno. La maggior parte dei tumori del seno, però, non dà segno di sè e si vede solo con la mammografia, ma nella donna giovane, tra i 30 e i 45 anni, è visibile anche per mezzo di una semplice ecografia. L'eventuale identificazione di noduli o formazioni sospette porta in genere il medico a consigliare una biopsia, che può essere eseguita direttamente in sala operatoria o in ambulatorio con un prelievo mediante un ago inserito nel nodulo. In tal modo si analizzano le cellule e si può stabilire con certezza la natura della malattia.

PREVENIRE CON UN CALENDARIO DI VISITE

Il cancro al seno colpisce soprattutto le donne over 50, ma in base a studi recenti è bene sottoporsi ad esami clinici periodici a partire dai 20-25 anni in su, in modo da tenere sempre sotto controllo la situazione ed eventualmente intervenire in modo tempestivo. Visite ginecologiche, ecografie mammarie e tac sono gli esami clinici specifici che è bene effettuare nell'arco di tutta la vita, la cui frequenza varia a seconda dell'età:

  • Il primo esame preventivo da compiere è l'autopalpazione del seno, da effettuare a partire dai 20 anni. L'autoesame dev'essere eseguito quando il seno è morbido e cioè 2-3 giorni dopo la fine del ciclo mestruale. Durante la menopausa non c'è un momento consigliato, ma è bene comunque praticarlo a scadenze regolari.
  • Per le donne tra i 30 e i 40 anni è sufficiente sottoporsi a una visita ginecologica con pap test una volta l'anno ed effettuare ogni due anni i seguenti esami: ecografia ginecologica, ecografia mammaria e mammografia bilaterale.
  • Più rigidi controlli per le donne over 50, per le quali le possibilità di contrarre il tumore al seno si alzano notevolmente. Oltre agli esami sopra elencati, che devono avere una frequenza annuale, si aggiunge una ecografia addominale completa e una pancolonoscopia, due esami da effettuare ogni 5 anni.